Rassegna stampa
Intervista a Martellossi Alberto
Intervista a Martellossi Alberto
Potevano sembrare proclam
i tipici da conferenze stampa ed invece dopo solo alcune settimane il Maia Basket, grazie all’interessamento ed alle conoscenze del suo coach di riferimento Gigi Sommese, porta a Merano Alberto Martelossi, allenatore professionista con un curriculum ventennale di assoluto rispetto cui spiccano le stagioni in serie A1 e A2 con Roseto, Pavia e Imola ed altre in categorie inferiori a raccogliere sempre a fine stagioni risultati assolutamente soddisfacenti. Friulano di nascita, sviluppa, ancora giovanissimo, l’apprendimento a fianco di guru del basket nazionale come Claudio Bardini che considera il suo vero maestro, Dan Peterson, Sergio Scariolo (oggi allenatore della nazionale spagnola campione del mondo e d’Europa), Ranko Zeravica, Neven Spahija.
“Sono davvero contento di questa esperienza al Maia esordisce appena lo avviciniamo perché sto respirando, in questa settimana di full immersion nelle varie palestre un’aria diversa, impregnata di molta formazione e creatività ma allo stesso tempo genuina, ricca di entusiasmo e con voglia di ben figurare.
Che sensazione ha maturato allenando la squadra impegnata in serie D? Preferisco non fare nomi ma ci sono alcune individualità davvero interessanti anche all’interno del nucleo prestato dai Piani. Ritengo che affiancare ad un gruppo giovane alcuni giocatori più esperti sia una soluzione che ha sempre portato ottimi risultati finali.
Di impulso, quali suggerimenti si sente di fornire alla dirigenza del Maia Basket?Prima di tutto di considerare con attenzione i tecnici impegnati con le rispettive formazioni .Passa soprattutto attraverso il loro prezioso lavoro un vero rilancio di una società che mi sento di dire ha tutto in regola per puntare davvero in alto. Non c’è dubbio che per centrare gli obiettivi ci sarà la necessità di lavorare su più fronti. Su quello squisitamente tecnico consiglio di aumentare il lavoro sui fondamentali. Porterà risultati all’individuo, alla squadra e ovviamente alla società. Altro aspetto importante è quello di aumentare il bacino dei contatti che dovrà affiancare una crescente crescita della società.
La massima espressione a Bolzano Sono i Piani in C 2, Trento esprime più squadre ad ottimi livelli come campionati di B1 e B2. A cosa reputa questa sostanziale differenza di valori?
Innanzi tutto ad una cultura sportiva. Mi risulta che hockey su ghiaccio e pallamano siano discipline particolarmente seguite in Alto Adige e questo ovviamente limita gli altri sport. Oggettivamente poi la zona di Trento ha una situazione geografica decisamente favorevole:Riva del Garda, Rovereto e Trento appunto sono molto più vicine al basket che conta e questo non deve essere sottovalutato ma bisogna comunque dare merito alle società trentine di aver sviluppato in questi ultimi dieci anni dei programmi condivisi che oggi stanno dando i loro risultati. Mi pare però che giocatori come Thomas Ress, Luca Ianes e Luca Lechthaler siano espressione del vostro movimento locale. Mi pare che le credenziali siano davvero buone …..
Lascerà Merano con quali pensieri ? Certamente con l’augurio al Maia di credere e svolgere bene quanto impostato , con la soddisfazione di aver rincontrato “vecchi” amici come Mauro Profico, Franco Socin e Gigi Sommese, con la promessa e l’impegno di ritornare presto su questi parquet per un nuovo giro di confronti e di insegnamenti.








